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StorageGuard: la sicurezza di storage e backup richiede un controllo continuo

29 ott
Tempo di lettura: 2 min


L’intelligenza artificiale sta cambiando la velocità con cui vengono condotti gli attacchi informatici. Attività che in passato richiedevano settimane, come individuare vulnerabilità e raggiungere i sistemi critici di un’infrastruttura, possono oggi essere completate in poche ore.

 

In questo scenario, storage e backup rappresentano obiettivi particolarmente sensibili: comprometterli significa mettere a rischio non solo i dati, ma anche la capacità dell’organizzazione di ripristinare i propri sistemi dopo un attacco.

 

L’hardening non può più essere considerato un’attività da eseguire una tantum, ma un processo continuo. Non basta definire una configurazione sicura: occorre verificare che venga mantenuta nel tempo, individuando le deviazioni introdotte da modifiche operative, aggiornamenti ed eccezioni. Allo stesso tempo, le baseline di sicurezza devono evolvere in funzione delle nuove vulnerabilità, delle indicazioni dei produttori e dei requisiti normativi.

 

Anche la gestione delle vulnerabilità richiede un approccio diverso. Quando viene pubblicato un nuovo avviso di sicurezza, è necessario identificare rapidamente i sistemi coinvolti, verificare se la vulnerabilità sia effettivamente sfruttabile e determinare quali misure possano ridurre il rischio nell’attesa di applicare una patch. Spesso, infatti, è possibile intervenire subito sulle configurazioni, limitando l’esposizione senza attendere il completamento dei test necessari per l’aggiornamento.

 

Gestire manualmente questi processi è sempre più complesso: richiede tempo, competenze specialistiche e verifiche ripetute su infrastrutture eterogenee. Nel frattempo, le configurazioni cambiano, le nuove vulnerabilità si accumulano e il rischio può aumentare senza essere rilevato tempestivamente.

 

StorageGuard di Core6 aiuta a rendere questo processo continuo e automatizzato, verificando la conformità dei sistemi alle baseline di sicurezza, rilevando le deviazioni e analizzando l’esposizione alle vulnerabilità in funzione delle versioni e delle configurazioni effettivamente presenti. Consente inoltre di individuare le misure di mitigazione applicabili e di verificare nuovamente i sistemi dopo gli interventi.

 

Il risultato è una gestione più tempestiva e strutturata della sicurezza di storage e backup, che permette ai team IT e Security di concentrarsi sulle criticità realmente prioritarie, riducendo la dipendenza da controlli manuali e periodici.


 
 
 

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